Il corso “Slow Medicine: curare con tempo, ascolto e appropriatezza” è rivolto a tutte le professioni sanitarie e nasce dall’esigenza di promuovere un cambiamento culturale nella pratica assistenziale, orientato alla qualità delle cure, alla sicurezza del paziente e all’uso appropriato delle risorse.
L’attuale contesto sanitario è caratterizzato da crescente complessità clinica, aumento delle cronicità, pressione organizzativa e rischio di frammentazione dei percorsi di cura. In tale scenario, la riduzione del tempo dedicato alla relazione clinica può favorire fenomeni di sovradiagnosi, sovratrattamento e prestazioni non necessarie, con possibili ricadute negative sulla qualità dell’assistenza e sulla sostenibilità del sistema.
Il paradigma della Slow Medicine propone un approccio fondato su tre principi fondamentali: “fare di più non significa fare meglio”, “slow” come tempo adeguato alla relazione e alla riflessione clinica, e “giusto” come appropriatezza delle decisioni diagnostico-terapeutiche. Tale approccio valorizza la centralità della persona assistita, la decisione condivisa e l’integrazione tra evidenze scientifiche, esperienza professionale e valori del paziente.
La letteratura internazionale evidenzia come la riduzione delle pratiche non necessarie e l’adozione di modelli decisionali più consapevoli possano migliorare gli esiti clinici e la qualità percepita delle cure, riducendo al contempo i rischi associati all’overdiagnosis e all’overtreatment (Smith, 2002; Welch et al., 2011; Moynihan et al., 2012). In tale direzione si collocano anche iniziative come Choosing Wisely, che promuovono un uso più appropriato e responsabile degli interventi sanitari.
Il corso si propone quindi di sviluppare competenze interprofessionali, cliniche e relazionali utili a integrare appropriatezza, comunicazione efficace e ascolto attivo nella pratica quotidiana. Particolare attenzione sarà dedicata alla qualità della relazione di cura, al lavoro in équipe e alla sostenibilità delle scelte assistenziali.
Al termine del percorso formativo, i partecipanti saranno in grado di applicare i principi della Slow Medicine nei propri contesti professionali, contribuendo a una sanità più equa, sostenibile e centrata sulla persona, in cui il tempo della cura diventa una risorsa clinica fondamentale.