L'attività professionale degli operatori dell'emergenza-urgenza si caratterizza per l'esposizione quotidiana a situazioni imprevedibili, ad elevata intensità emotiva e decisionale, nelle quali è necessario mantenere lucidità, rapidità ed efficacia operativa anche in presenza di sofferenza, dolore, morte e potenziali eventi traumatici.
L'operatore dell'emergenza è adeguatamente formato per affrontare l'evento critico dal punto di vista tecnico-assistenziale; meno frequentemente, tuttavia, vengono affrontate in modo strutturato le conseguenze psicologiche che tali esperienze possono determinare nel professionista.
La capacità di rimanere efficienti durante l'intervento non coincide necessariamente con l'assenza di una risposta emotiva. Alcune reazioni possono manifestarsi immediatamente, altre nelle ore o nei giorni successivi. Nella maggior parte dei casi rappresentano una risposta fisiologica ad una situazione eccezionale; in altri casi possono persistere, interferire con il funzionamento personale e professionale e richiedere un supporto specifico. Da qui nasce il progetto “L'altra faccia dell'emergenza”, con l'obiettivo di spostare l'attenzione dall'evento esclusivamente assistenziale alla persona che quell'evento lo vive e lo gestisce.
Il percorso intende fornire agli operatori conoscenze, strumenti e strategie utili a riconoscere le proprie reazioni, comprendere quelle dei colleghi, gestire lo stress e individuare precocemente le situazioni nelle quali può essere necessario ricorrere a un supporto professionale, promuovere negli operatori dell'emergenza-urgenza una maggiore consapevolezza delle conseguenze psicofisiche derivanti dall'esposizione a stress ed eventi critici, fornendo strumenti individuali e di gruppo per la gestione delle reazioni e per la prevenzione del disagio psicologico e professionale